COME RICONOSCERE LA DISIDRATAZIONE NEL NEONATO?

La disidratazione presuppone una perdita importante di acqua nell’organismo. Nel bambino, il più delle volte si presenta dopo la diarrea. Essendo una delle cause dei ricoveri più frequenti, la disidratazione nel neonato può avere conseguenze sulla sua salute. In rari casi può anche mettere a rischio la vita. Come definire la disidratazione nel neonato? Come riconoscerla? Cosa fare per prevenirla? E soprattutto come trattarla? Ecco le risposte. 

ALCUNE CONSIDERAZIONI SULLA DISIDRATAZIONE INFANTILE 

È necessario sapere che il corpo elimina l’acqua in modo costante. Questo avviene tramite la respirazione, le urine, il sudore in e molti altri modi. Se l’apporto d’acqua non è adeguato alle perdite, si verifica uno squilibrio di minerali. Questi elementi sono utili al corretto funzionamento dell’organismo. 

La disidratazione si verifica quando l’organismo subisce una mancanza o una perdita eccessiva d’acqua e di minerali. In un neonato o in un bambino, questo fenomeno si traduce con una perdita del 5% del suo peso. In questo caso si parla di disidratazione minima. Tuttavia, esistono altri livelli più importanti: 

  • disidratazione moderata: perdita di peso tra il 5 e il 10%;
  • disidratazione grave: perdita di peso superiore al 10% del peso corporeo del bambino. 

LE CAUSE PIÙ FREQUENTI DELLA DISIDRATAZONE INFANTILE 

Tre meccanismi sono alla base della disidratazione del neonato: 

  • aumento della perdita di liquidi
  • insufficienza dell’apporto d’acqua
  • o entrambi

Nella maggior parte dei casi, la perdita di liquidi nel bambino è dovuta a disturbi digestivi. I più frequenti sono diarrea e vomito. Possono anche derivare da problemi renali o cutanei, nell’ambito di un diabete o di ustioni. 

Anche un bambino che soffre di faringite presenta grandi rischi di sviluppare un’insufficienza di apporto d’acqua. Poiché la sua gola è infiammata, berrà di meno a causa del dolore o dei fastidi avvertiti. 

Lo stesso dicasi in caso di febbre. In genere, un aumento della temperatura corporea comporta una perdita d’acqua transepidermica, ossia non molto importante. Tuttavia, non è questo il caso per il neonato. Quest’ultimo può perdere molta acqua in caso di febbre. Inoltre può essere irritato e non vorrà attaccarsi al seno o bere dal biberon. Anche una negligenza da parte dei genitori può causare la disidratazione nel bambino, ma questa eventualità è piuttosto rara. 

I VARI SINTOMI DELLA DISIDRATAZIONE INFANTILE 

Ricordiamo che il 75-80% del peso di un neonato è formato da acqua. Nel bambino è del 65%. I segni di una disidratazione variano in base all’età del bambino. 

Segni presenti nel neonato 

Nei neonati, i sintomi di una disidratazione non sono molto evidenti. Tuttavia, esistono dei segni ai quali prestare attenzione: 

  • accelerazione della respirazione
  • risveglio lento
  • gemiti
  • rifiuto di attaccarsi al seno o rifiuto del biberon
  • vomito copioso
  • comportamento inusuale

Quando compaiono i sintomi, il neonato presenta in genere occhi infossati e bocca secca. La sua pelle cambia colore (rossa o pallida) e dopo un pizzicotto si nota una piega persistente. 

La presenza di una fontanella depressa è un altro segno tipico della disidratazione nel neonato. La fontanella è la parte non ossea che si osserva sul cranio del bambino. Oltre agli altri segni, se questa zona è infossata, consultate un medico o un pediatra al più presto. 

I segni di una carenza d’acqua in un bambino più grande 

Contrariamente al neonato, la disidratazione nel bambino si manifesta molto chiaramente. È caratterizzata da: 

  • sensazione di sete intensa
  • affaticamento
  • urine scarse
  • cefalee (mal di testa)
  • vertigini
  • sensazione di disorientamento... 

COSA SUCCEDE QUANDO LA DISIDRATAZIONE SI COMPLICA? 

È possibile che la disidratazione si aggravi, in particolare quando la sua cura viene ritardata. Queste complicazioni si esprimono principalmente con: 

  • disturbi cardiaci: accelerazione del polso o polso debole (diminuzione dei battiti cardiaci);
  • disturbi renali: ematuria (presenza di sangue nelle urine), poliuria (forte aumento del volume delle urine), oliguria (calo del volume delle urine);
  • disturbi neurologici: disturbi di coscienza, crisi da convulsioni, ecc. 

COME PREVENIRE LA DISIDRATAZIONE INFANTILE? 

Esistono diversi semplici modi efficaci per prevenire la disidratazione infantile. 

Rinfrescare l’aria nella stanza del neonato 

In caso di grande caldo, bisogna privilegiare un ambiente fresco per il bambino. Per farlo, potete scegliere tra l’aria condizionata o metodi più naturali. Ecco alcune idee: 

  • Mettete delle piante verdi sulla finestra, su una veranda o sul balcone. Le piante contribuiscono a diminuire il riscaldamento all’interno delle stanze della casa.
  • Riducete l’uso di apparecchi che sprigionano calore (forno, piano cottura, frigorifero). È meglio scollegarli a utilizzo completato, anche per le lampade notturne.
  • Chiudete le imposte durante le ore più calde. 

Adottare abitudini più sane per il bambino 

Quando uscite con tempo caldo, vestite il neonato con indumenti leggeri. Se necessario, non esitate a mettergli un cappellino. 

Quando fate il bagno al bambino, utilizzate preferibilmente l’acqua tiepida. Potete anche rinfrescarlo con una salvietta tiepida per quanto necessario. 

Infine, date frequentemente acqua da bere a vostro figlio. È necessario limitare le attività esterne tra le ore 10 e le 16. Questa è la fascia oraria in cui fa più caldo. 

COME FARE PER REIDRATARE IL BAMBINO? 

Il trattamento della disidratazione avverrà in base alla sua gravità. Se le perdite sono minime, è possibile reidratare il bambino per via orale. 

Compensare le perdite mediante SRO 

Il primo rimedio in caso di disidratazione del bambino è la SRO (Soluzione di Reidratazione Orale). Queste soluzioni, acquistabili in farmacia, sono consigliate se la perdita di peso è inferiore al 5%. 

Se il bambino è ancora allattato, non sospendete l’allattamento. Si raccomanda di dare la SRO alternandola con le poppate. 

Se utilizzate il latte artificiale in biberon, i medici raccomandano di sostituirlo con la SRO. In questo caso datene al bambino in piccole quantità. È necessario ripetere il gesto più volte in un’ora. Il neonato rischia di non amare questa soluzione. Per questo dovete prendervi il tempo per aumentare progressivamente la quantità. Al termine di 12 ore, dovrete nuovamente somministrare il latte normale al bambino. 

Perfusione in ambiente ospedaliero 

In caso di disidratazione grave, sarà necessario ricoverare il bambino affinché benefici di cure migliori. Se la perdita di peso supera il 5% del peso iniziale, è necessario effettuare una reidratazione per via endovenosa. Il principio è lo stesso: ripristinare il contenuto d’acqua all’interno dell’organismo del neonato. 

In tutti i casi è necessario monitorare il bambino. La disidratazione di un neonato può aggravarsi in poche ore. Il peso del bambino, la frequenza del vomito o delle feci fanno parte degli elementi da tenere sotto controllo. 

La disidratazione del bambino è un disturbo che non va minimizzato. È possibile prevenirlo dando da bere al bambino per quanto possibile. Per tutti i piccoli, la sorveglianza è l’elemento chiave in caso di febbre, vomito o diarrea. Se il neonato presenta segni di disidratazione, non esitate a consultare un medico di base o un pediatra.